Quando un bambino è in piena crisi, di solito diciamo le cose che ci hanno detto a noi. Lo facciamo con le migliori intenzioni, perché vorremmo solo che stesse meglio in fretta. Eppure, spesso, alcune di queste frasi ottengono l’effetto opposto. 😮💨
Immagina un bambino che sta giocando al parco, è il momento di tornare a casa e lui si butta per terra urlando che non vuole andare via.
🛝 Tu vorresti aiutarlo, e magari hai anche fretta. Ecco 4 frasi che spesso usiamo, e cosa può succedere nella sua testa.
🙅 “Calmati.” È un ordine, e per un bambino travolto da un’emozione forte è come chiedergli di spegnere un interruttore che non sa dove sia. Spesso l’agitazione aumenta, perché sente di non riuscire a fare quello che gli viene chiesto.
🤷 “Ma dai, non è niente, domani ci torniamo.” Per te è solo un parco, per lui in quel momento è la fine di qualcosa di bello. Sentirsi dire che non è niente può far pensare che quello che prova non sia giusto, e a volte lo porta ad alzare ancora di più la voce per farsi sentire.
⏳ “Se continui così, al parco non ci torni più.” Una minaccia arriva quando il bambino non è in grado di ragionare sulle conseguenze. Nel momento della crisi, la maggior parte delle volte, non serve a fermarla.
👀 “Guarda quel bambino, lui è già pronto per andare.” Il confronto aggiunge vergogna alla rabbia, e due emozioni forti insieme sono ancora più difficili da gestire.
Cosa si può dire al loro posto? Non esiste una formula valida per tutti, ma di solito funzionano frasi brevi, con un tono basso, che fanno sentire il bambino accolto senza cambiare la regola. 🤝
“Ti dispiace tanto andare via.” Dà un nome a quello che sta provando, senza giudicarlo.
“Sono qui con te.” Gli dice che non è solo, e non gli chiede di fare nulla.
“Lo so che ti stavi divertendo, ma adesso dobbiamo andare a casa. Lo so che è difficile, e io ti tengo la mano.” Riconosce quello che sta perdendo e la fatica che fa, ma la decisione resta quella, e offre un gesto concreto per attraversare il momento.
Accogliere quello che prova e mantenere la regola stanno insieme: si possono fare entrambe le cose nello stesso momento. Spesso è un investimento. Cinque secondi per una frase in più oggi possono farti “guadagnare” molto tempo domani, perché un bambino che si sente ascoltato ha meno bisogno di alzare la voce per farsi sentire. 🌿
E se non ti viene in mente niente da dire, stare vicino in silenzio, magari accovacciato alla sua altezza e con le spalle rilassate, può essere già molto. Anche il tuo corpo parla: se tu sei teso, lui lo sente e spesso si agita di più.
Una cosa che mi sento di dire con onestà: capita a tutti di dire la frase sbagliata, soprattutto quando si è stanchi o si ha poco tempo.
Non è un errore da rimproverarsi, è un’abitudine da cambiare un po’ alla volta, soprattutto nel primo periodo. 🌱
Ho scritto una raccolta di “Storie Sociali - Gestione delle Emozioni”, pensata per i momenti tranquilli in cui un bambino può incontrare le emozioni e imparare a riconoscerle, così nei momenti difficili ha già qualche parola a cui appoggiarsi. 📚 La trovi sul mio profilo Eduki.
Luigi, psicologo. Mi occupo di educazione e inclusione e creo materiali per chi sta con i bambini ogni giorno. 🧠
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