Papà e autore, con l'aiutante Prof. Mina. Da tutte e due le parti del banco.
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Sette parti, la tecnologia di un anno di quarta: le macchine semplici, la leva e i suoi generi, l'energia e le sue fonti, l'elettricità e il circuito, i mezzi di trasporto, il disegno tecnico e le misure, il computer e internet. 49 schede di esercizi, 392 esercizi in tutto, 90 pagine A4 in bianco e nero con tutte le soluzioni. Ogni scheda sta su una pagina e ha una consegna sola e un argomento solo: si fotocopia e si dà da fare, anche per casa, senza spiegare niente prima. Le soluzioni stanno in fondo a ogni parte e non tutte in fondo al libro, dove non si capisce più di quale scheda sono. L'indice dice i numeri di pagina veri, e ogni parte si apre con l'elenco delle sue schede e la pagina delle sue soluzioni: ogni parte si può anche stampare da sola. LA COSA CHE QUI È CONTROLLATA: dietro le schede ci sono 709 voci dichiarate una per una, e ogni fatto è scritto in un posto solo. Un controllo automatico rifiuta le affermazioni che i libri di tecnologia sbagliano più spesso - la plastica «naturale», il metallo «isolante», la carrucola fissa che «moltiplica la forza», il piano inclinato che «fa risparmiare lavoro», l'energia che «si crea», il carbone «rinnovabile» - e le ammette solo come frase da giudicare falsa, mai dentro una domanda o una soluzione. 142 esercizi su 392 chiedono di giudicare una frase invece di ricordare un nome, e le frasi false sono costruite dai fatti veri: per riconoscerle bisogna leggerle. Nessun esercizio è ripetuto, e il controllo lo dimostra rileggendo il PDF finito. In fondo a ogni scheda c'è una nota per l'insegnante: dove si sbaglia di solito e la frase con cui si corregge una volta sola. Sul foglio non c'è il punteggio: questo è un quaderno per imparare.
LA PARTE DELLA LEVA, PER ESTESO. Fulcro, potenza, resistenza, e la regola che chi sta in mezzo decide il genere: altalena e forbici di primo, carriola e schiaccianoci di secondo, pinzetta e canna da pesca di terzo. È la macchina semplice che si incontra ovunque, e l'unica che ha bisogno di tre parole nuove.
NIENTE ESPERIMENTI CON LA CORRENTE, nemmeno con una pila. Una scheda fotocopiata non può sapere che cosa un bambino ha in mano a casa: qui il circuito si disegna e si segue con il dito. Chi vuole provare lo fa in classe con l'insegnante, non per compito. Un controllo automatico rifiuta qualunque consegna che mandi a toccare una presa, a tagliare, a forare o a smontare.
NIENTE DISEGNI DA COLORARE, e non è una mancanza: è una scelta. Un cacciavite disegnato male è peggio di nessun disegno, perché un bambino che impara una forma sbagliata se la porta dietro per anni. Qui si lavora con elenchi, abbinamenti, classificazioni e frasi da giudicare.
LA LINEA COMPLETA: nella stessa vetrina ci sono i quaderni di tecnologia di classe terza, quarta e quinta. Si tengono insieme - quello che in terza è un oggetto, in quarta è un meccanismo e in quinta è un sistema - e nessuna parte si ripete da un anno all'altro.
Non sono un maestro: ho insegnato all'università durante il dottorato e sono il padre di una bambina che sta imparando a leggere. Se trovate un errore, scrivetemelo: la prossima versione lo correggerà.
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