Prima del metro, il corpo-Un percorso Montessori per scoprire la misura

Come facevano gli uomini a misurare quando ancora non esistevano metri e righelli?

È una domanda capace di accendere la curiosità dei bambini, aprire una porta sulla storia e diventare l’inizio di una ricerca concreta.

Prima del metro c’era infatti il bisogno di saperequanto: quanto fosse lunga una tavola, quanto grande un terreno, quanto distante un luogo. Le paroletanto,poco,vicino,lontanonon erano più sufficienti. Serviva un modo per confrontare le lunghezze e comunicarle agli altri.

Prima di costruire strumenti appositamente dedicati alla misura, l’uomo guardò ciò che aveva sempre con sé:il proprio corpo.

Dita, mani, piedi, braccia e passi potevano diventare strumenti e riferimenti per confrontare lunghezze e distanze.

Ed è proprio da questo stesso punto che può cominciare anche la ricerca dei bambini: da qualcosa che conoscono, che possono osservare e che possono sperimentare direttamente.

Il percorso può seguire una traiettoria precisa:dal corpo, primo riferimento per la misura, alla necessità di trovare riferimenti condivisi; dalle singole unità alla scoperta delle loro relazioni; dall’esperienza concreta all’esplorazione dell’ambiente.

Dal corpo alle parole della misura

Per parlare di misura e poter misurare insieme occorre costruire un linguaggio comune.

Attraverso le nomenclature, il bambino incontra progressivamente parole comepollice, palmo, spanna, piede, cubito, passoe le collega alle immagini e, nello stesso tempo, alle esperienze concrete.

Laspannanon è più soltanto la distanza tra due dita della mano; ilpiedenon è più soltanto una parte del corpo e ilpassopuò diventare un riferimento per misurare una distanza.

Il nome permette di riconoscere, distinguere e ritrovare ciò che si è incontrato nell’esperienza. E permette di parlarne, confrontarlo, comunicarlo.

Il linguaggio diventa così il primo strumento per organizzare l’esperienza.

A questo punto la misura può entrare concretamente nella classe.

Quanto misura un banco in spanne? Quanti piedi servono per misurare una certa lunghezza? Quanti passi occorrono per attraversare un tratto della stanza?

Il bambino sceglie un’unità, misura, conta, registra e confronta.

Non sta semplicemente applicando una procedura:sta cercando una risposta.

Quanto misura? Quante unità servono? Quale unità posso utilizzare?

La classe comincia così a trasformarsi in un ambiente da esplorare attraverso la misura.

Quando la misura diventa un problema

È proprio il confronto a far nascere una scoperta.

Due bambini misurano lo stesso oggetto utilizzando il piede. La lunghezza è la stessa, ma i risultati sono diversi.

Perché?

La risposta è nel corpo: un piede non è uguale a un altro piede, così come una mano o un passo possono avere dimensioni differenti.

Un’esperienza semplice mette così i bambini di fronte a un problema che appartiene alla storia stessa della misura:

se vogliamo misurare e comunicare una lunghezza in modo condiviso, abbiamo bisogno di un riferimento comune.

Quando il riferimento è il corpo di ciascuno, i risultati possono variare. Diventa quindi necessario individuare unità più stabili e condivise e organizzare tra loro le diverse grandezze.

Le antiche misure possono essere incontrate proprio a partire da questa esigenza: non come un semplice elenco di termini da ricordare, ma come parte di una storia più ampia, quella della ricerca di modi sempre più condivisi permisurare, confrontare e comunicare le grandezze.

Dalle unità al sistema

Nel percorso dedicato alle antiche misure romane, ilpiedediventa l’unità di riferimento intorno alla quale osservare le relazioni tra le diverse misure.

Le unità non vengono presentate come nomi isolati, ma come elementi da confrontare, ordinare e mettere in relazione.

Alcune sono più piccole, altre più grandi; alcune possono essere ricondotte ad altre attraverso rapporti precisi.

La misura comincia così a diventare ancherapporto, proporzione e sistema.

La costruzione dellascala delle misurepermette di rendere visibili queste relazioni.

Attraverso immagini, parole e cartellini mobili, il bambino può disporre le diverse unità intorno all’unità di riferimento, osservando quelle più piccole e quelle più grandi e mettendo in evidenza i rapporti che le collegano.

Ciò che prima poteva essere soltanto raccontato diventa qualcosa dacostruire, ordinare, osservare e verificare.

I multipli e i sottomultipli possono essere incontrati attraverso una struttura concreta, nella quale il bambino può vedere e manipolare le relazioni tra le unità.

La proporzione, in questo modo, non arriva soltanto come definizione matematica:

prende forma nell’esperienza.

Dal sistema all’ambiente

Una volta incontrate le unità, sperimentato il loro utilizzo e osservate le relazioni che le collegano, la ricerca può uscire dal materiale e tornare nell’ambiente.

Il cortile, il corridoio, il giardino, una parete, una porta o la distanza tra due punti diventano occasioni per misurare, stimare e confrontare.

Quanti passi servono per arrivare al cancello?Quanto misura una parete?Quale percorso è più lungo?Quanto avevamo immaginato che fosse?

La misura incontra così anche lastima.

Prima di verificare, il bambino può formulare un’ipotesi, scegliere come controllarla e confrontare il risultato con ciò che aveva previsto.

La matematica non rimane confinata al tavolo di lavoro:si mette in movimento e incontra l’ambiente.

La scuola stessa può diventare un grande ambiente matematico.

Un corridoio può essere misurato, una scala osservata, una porta confrontata con un’altra, il giardino esplorato attraverso distanze e grandezze.

Ciò che è stato scoperto attraverso l’esperienza può essere riconosciuto nuovamente nella realtà.

Dalla scuola al mondo

E se la ricerca può continuare nel cortile e nella scuola, perché fermarsi al cancello?

Una passeggiata può trasformarsi in una piccola esplorazione matematica.

Quanto dista la scuola dalla piazza? Quanti passi servono? Quale strada è più lunga? Quanto misura una piazza? Quale edificio è più alto?

Non sarà sempre necessario trovare immediatamente una risposta precisa.

Può essere interessantestimare, formulare un’ipotesi, discuterla, scegliere uno strumento adatto e poi verificare.

La città diventa così un grande ambiente di osservazione.

Le strade, gli edifici, le piazze e le distanze possono essere guardati attraverso nuove domande. Ciò che prima appariva semplicemente come spazio comincia a essere percepito anche attraverso le suegrandezze e relazioni.

E la ricerca può continuare anche a casa.

Quanto misura il tavolo? Quanti passi ci sono dalla porta alla finestra? Quale stanza è più lunga? Quanto avevo stimato e quanto misura davvero?

Quando nasce la curiosità per la misura, la quotidianità offre continuamente nuove occasioni per coltivarla.

Un percorso che parte dal corpo e arriva al mondo

È da questa idea che nascePrima del metro, il corpo, un percorso dedicato alla scoperta delle antiche misure romane.

Il percorso raccogliecarte introduttive, nomenclature, carte di arricchimento, carte dei comandi, attività di misurazione, materiali per esplorare le proporzioni, scala delle misure e tavola di controllo, insieme a unaguida per il docenteche accompagna la presentazione e l’utilizzo delle diverse proposte.

Il cofanetto non vuole sostituire l’esperienza, ma offrire una struttura dalla quale partire e attraverso la quale costruire il percorso.

Le carte possono accompagnare la prima scoperta, suggerire una ricerca, sostenere il confronto e aiutare a rendere visibili relazioni che, una volta comprese, possono essere cercate nuovamente nell’ambiente.

Per questo la ricerca non si esaurisce nelle attività predisposte.

Può continuarenella classe, nel cortile, nella scuola, nella città e a casa, ogni volta che una domanda porta il bambino a osservare una lunghezza, una distanza o una grandezza e a chiedersi come poterla conoscere.

Perché, in fondo, il percorso della misura può essere raccontato proprio così:

si parte dal corpo per arrivare al mondo.

Prima una mano, un piede, un passo.

Poi una domanda. Un confronto. Un problema.

La ricerca di un riferimento comune. La scoperta delle relazioni tra le misure.

E infine il ritorno nell’ambiente, con occhi nuovi.

Misurare significa imparare a guardare.

E quando nasce la domanda«Quanto misura?», ogni spazio può diventare l’inizio di una nuova scoperta.

Prima del metro il corpo: un percorso Montessori tra Storia e Matematica alla scoperta delle antiche misure- COFANETTO DIGITALE

Dalla misura alla lingua: la stessa idea di scoperta

Partire da ciò che il bambino può osservare, sperimentare e comprendere per arrivare, poco alla volta, a concetti più astratti non riguarda soltanto la misura.

È un modo di accompagnare l’apprendimento che può attraversare anche la lingua.

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