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Le ventisei lettere maiuscole del corsivo tradizionale italiano, una per scheda, in ordine di gesto: prima gli ovali, poi le aste con l'occhiello, poi le arcate, infine le quattro che non somigliano a nulla. In corsivo la maiuscola non sta mai dentro una parola: sta all'inizio di un nome e all'inizio di una frase, e per questo ogni scheda finisce con un nome vero invece che con venti maiuscole in fila. Righe di rigatura A, quella del quaderno di prima e di seconda.
COME SI USA: si stampa e si fotocopia. Ogni scheda sta su una pagina sola, ha una consegna sola e le righe del quaderno già stampate: si dà da fare in classe o per casa senza preparare niente. In fondo a ogni scheda c'è una riga per l'insegnante che dice a che cosa serve quel gesto.
LE RIGHE SONO QUELLE DEL QUADERNO DELLA CLASSE GIUSTA, e non è un dettaglio: una scheda con le righe sbagliate è inservibile. Rigatura A (passo 14 mm) per la prima e la seconda, rigatura B (10 mm) per la terza, rigatura C (7 mm) per la quarta e la quinta. Le due righe guida non sono un numero a memoria: sono misurate sul carattere vero, dove arrivano davvero l'asta della l e la coda della g.
LE LETTERE SI IMPARANO IN ORDINE DI GESTO, NON ALFABETICO: prima i, u, t, poi n, m, r, poi e, l, b, f, h, poi a, c, d, o, g, q, e così via. È l'ordine con cui la mano impara, e l'ordine alfabetico non lo rispetta. Sono segnati anche i due punti dove si sbaglia sempre: l'attacco dall'alto dopo b, o, v, w, e la maiuscola che non sta mai dentro una parola.
IL CORSIVO È UN CORSIVO SCOLASTICO ITALIANO, con le lettere legate e le forme che si insegnano qui - non un carattere "a mano libera" decorativo. Un bambino che copia una forma sbagliata se la porta dietro per anni.
Non sono un maestro: ho insegnato all'università durante il dottorato e sono il padre di una bambina che sta imparando a leggere. Se trovate un errore, scrivetemelo: la prossima versione lo correggerà.
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