Una scoperta alla volta: Dove va la pelle quando un rettile cresce?

Alla scoperta della muta di serpente, lucertole e gechi

Una scoperta alla volta: scienza e meraviglia

A volte basta trovare un piccolo reperto per aprire una grande domanda.

Una pelle sottile, leggera, quasi trasparente. Tante piccole squame, una accanto all'altra. E una curiosità: a chi apparteneva? Che cosa è successo all'animale che l'ha lasciata?

È una muta di serpente.

Ma perché un serpente lascia la propria pelle? E soprattutto, succede nello stesso modo anche agli altri rettili che conosciamo, come lucertole e gechi?

Osservare prima di spiegare

Quando abbiamo davanti un reperto naturale, possiamo cominciare senza fretta. Guardiamo, tocchiamo con delicatezza, osserviamo da vicino.

La pelle è sottile o spessa? È uniforme oppure presenta tanti piccoli disegni? Che cosa possiamo riconoscere? E che cosa, invece, dobbiamo ancora scoprire?

Le domande vengono prima delle risposte. Osservare significa imparare a distinguere ciò che vediamo da ciò che immaginiamo.

Perché i rettili fanno la muta?

I serpenti, le lucertole e i gechi sono rettili. La loro pelle presenta uno strato esterno ricco di cheratina, una proteina resistente e poco permeabile all'acqua, presente anche nelle nostre unghie e nei capelli.

Questo rivestimento protegge il corpo e contribuisce a limitare la perdita d'acqua. Ma lo strato più esterno non cresce come cresce il corpo dell'animale.

Per questo, durante la crescita e il rinnovamento della pelle, il vecchio strato viene progressivamente sostituito da uno nuovo.

Questo processo si chiama muta. Il rivestimento che l'animale lascia è detto esuvia.

Una muta, tre modi diversi

La scoperta diventa ancora più interessante quando confrontiamo animali diversi.

Il serpente spesso lascia una muta quasi intera, che può ricordare un calzino rovesciato. Per liberarsene, si sfrega contro superfici ruvide e comincia a sfilarsi dalla pelle che si è separata dal corpo.

La lucertola, invece, perde generalmente la pelle in frammenti. Possiamo quindi trovare piccoli pezzi, anziché un rivestimento completo.

Il geco può sorprenderci ancora di più: spesso mangia la pelle che ha appena lasciato. In questo modo recupera parte delle sostanze contenute nel rivestimento e riduce le tracce lasciate nell'ambiente.

Tre rettili, lo stesso fenomeno generale, ma modalità differenti.

E adesso, che cosa possiamo scoprire?

Possiamo osservare una muta reale, ricostruire le fasi della muta del serpente, confrontare le immagini di serpente, lucertola e geco e cercare di capire che cosa hanno in comune e che cosa cambia.

Non si tratta soltanto di imparare una nuova parola. Si tratta di collegare un reperto a un processo naturale, formulare ipotesi e trovare spiegazioni attraverso l'osservazione.

La prossima volta che incontreremo una pelle abbandonata, sapremo guardarla con occhi diversi.

Per accompagnare questa ricerca, il materiale scaricabile propone letture, carte-sequenza, nomenclatura, confronti e un quiz scientifico con tavola di controllo.

Perché, a volte, una scoperta alla volta è tutto ciò che serve per cominciare a conoscere il mondo.

Per chi vuole approfondire, il percorso completo “La muta dei rettili – Cambiare abito per crescere” accompagna il bambino dalla prima osservazione alla ricostruzione del processo della muta del serpente, attraverso letture, carte da ordinare, nomenclatura, confronto tra rettili e attività di verifica.

Perché, a volte, una pelle lasciata dietro di sé non è semplicemente un resto.

È una traccia.

E imparare a leggere le tracce significa imparare a osservare il mondo.

In allegato il materiale gratuito per la classe

Vuoi approfondire la scoperta?

Osservare una muta è solo l’inizio.

Da una traccia lasciata nell’ambiente possiamo partire per conoscere più da vicino il mondo dei rettili, ricostruire il processo della muta e scoprire le caratteristiche che distinguono serpenti, lucertole e gechi.

«La muta dei rettili – Cambia3ecb1e6a-9f61-47e7-9569-ad8118835ec1.jpegre abito per crescere» è un percorso didattico ispirato all’approccio Montessori, che accompagna il bambino attraverso letture scientifiche, carte da ordinare, nomenclatura specifica, attività di confronto e materiali per verificare le scoperte.

Un percorso per trasformare la curiosità iniziale in conoscenza, attraverso l’osservazione, la ricerca e il lavoro autonomo.


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