
L'acquisizione della scrittura è un processo complesso che si sviluppa gradualmente in diverse fasi, ciascuna delle quali riflette lo sviluppo cognitivo e linguistico del bambino. Conoscere e comprendere questi stadi è fondamentale per supportare al meglio i bambini in questo processo. Tra i contributi più significativi si possono individuare i modelli di Uta Frith e di Ferreiro e Teberosky, che offrono due prospettive interessanti su come i bambini acquisiscono la capacità di scrivere. Secondo Uta Frith, l'apprendimento della scrittura avviene in una sequenza di stadi.
Nella prima fase, detta logografica, il bambino vede le parole come immagini o segni grafici complessivi, senza ancora comprendere che le lettere rappresentano suoni specifici. In questa fase, la scrittura è considerata più come una rappresentazione visiva e non fonetica: il bambino può riconoscere il proprio nome o altre parole familiari basandosi su aspetti visivi piuttosto che sulla comprensione del valore fonologico delle lettere.
Con il progredire dello sviluppo, il bambino entra nello stadio alfabetico, in cui inizia a comprendere che le lettere corrispondono a suoni (fonemi) e che esiste una relazione diretta tra la forma verbale e quella scritta. Questo passaggio è fondamentale, poiché consente al bambino di utilizzare la regola fonema-grafema per trascrivere un numero illimitato di parole, anche quelle nuove che non ha mai incontrato.
Infine, lo stadio ortografico rappresenta un ulteriore affinamento di queste competenze. In questa fase, il bambino impara a riconoscere e applicare regole ortografiche più complesse, come la corretta rappresentazione di suoni che non seguono il semplice schema fonema-grafema (ad esempio, "gn" o "gl"). Questa padronanza permette una scrittura più fluida e automatica, con l'acquisizione di un lessico ortografico consolidato.
Accanto a questa visione, il modello di Ferreiro e Teberosky adotta un approccio costruttivista, basato sull'idea che i bambini sviluppino attivamente le loro conoscenze sulla scrittura. Secondo queste autrici, l'apprendimento della scrittura segue diverse fasi evolutive.
All'inizio, i bambini attraversano una fase presillabica, durante la quale non comprendono ancora che la scrittura rappresenta i suoni della lingua. In questa fase, possono utilizzare lettere o segni a caso per rappresentare parole intere, senza un legame sistematico tra il segno grafico e il suono.
Man mano che progrediscono, i bambini passano alla fase sillabica, in cui cominciano a capire che le lettere hanno a che fare con i suoni, ma tendono a pensare che ogni lettera rappresenti un'intera sillaba.
Da qui, si spostano verso la fase sillabico-alfabetica, dove iniziano a combinare le due strategie, utilizzando lettere per rappresentare sia sillabe che suoni individuali.
Alla fine, raggiungono la fase alfabetica, in cui comprendono pienamente che le lettere corrispondono ai suoni e sono in grado di scrivere parole utilizzando correttamente i fonemi e i grafemi.
Questo modello, rispetto a quello di Frith, enfatizza il ruolo attivo del bambino nel costruire la propria comprensione delle regole della scrittura, attraverso un processo di sperimentazione e apprendimento.
Entrambi i modelli forniscono un modello chiaro e completo del processo di apprendimento della scrittura, mettendo in luce il passaggio graduale da un'interpretazione concreta a concettualizzazione più astratta, sempre meno legata a contenuti e significati e sempre più ai suoni. Riconoscere e rispettare questi stadi di sviluppo è importante per offrire ai bambini gli stimoli e le occasioni più adatte a loro per acquisire correttamente le abilità di scrittura.
Se ti piace un articolo sul blog, clicca sul cuore. Ci aiuterai a capire quali sono gli articoli che preferisci leggere.