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Il cavaliere inesistente è il secondo romanzo della trilogia I nostri antenati, che vi presento in un percorso dedicato alla riflessione sull’identità e sulla condizione umana.
Dopo aver lavorato su Il visconte dimezzato, che affronta il tema della divisione e della dualità dell’uomo questo secondo romanzo propone una nuova prospettiva: che cosa significa esistere davvero?
Il protagonista, Agilulfo, è un cavaliere che non possiede un corpo: dentro la sua armatura non c’è nulla. Eppure combatte, parla, agisce ed è animato da una volontà rigidissima e perfetta. Accanto a lui troviamo Gurdulù, che al contrario ha un corpo ma manca di consapevolezza e identità stabile.
Attraverso una narrazione ambientata in un Medioevo fantastico, Calvino costruisce un’allegoria dell’uomo moderno:
· l’identità costruita solo sulle regole e sul dovere;
· la perdita di autenticità;
· il rischio di vivere senza coscienza o, al contrario, senza concretezza.
Questo laboratorio guiderà gli studenti a:
· analizzare i personaggi e il loro valore simbolico;
· comprendere il significato allegorico dell’opera;
· riflettere sul concetto di identità personale e sociale;
· collegare il romanzo al contesto storico del secondo dopoguerra italiano;
· confrontare i temi con la realtà contemporanea (identità digitale, immagine, autenticità).
Il percorso proseguirà poi con il terzo romanzo della trilogia, Il barone rampante, completando così la riflessione proposta da Calvino sull’essere umano: diviso, inesistente, oppure capace di scegliere una propria posizione nel mondo.
Pagine: 30
Attività (anche per alunni BES-DSA): 8
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