Mela Educational è editore specializzato nella creazione di risorse didattiche innovative per la scuola primaria e dell'infanzia.
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ACCOGLIENZA
Il mondo di “Danze di pace” prende l’avvio da una scuola di pace nella quale non ci sono più prede e predatori: tutti si rispettano e diventano amici, senza timore l’uno per l’altro. Anche chi è diverso non si sente messo da parte, ma viene invitato a partecipare ai giochi in comune; la sua diversità è l’occasione per ampliare le proprie conoscenze.
Stare insieme diventa come pitturare con colori diversi le cinque dita: ogni dito è più lungo o più corto degli altri, ma ha le stesse funzioni importanti e insieme agli altri forma la mano, capace di fare cose che un singolo dito non può fare.
Una danza di pace non la si può eseguire dentro una gabbia e soprattutto non possiamo chiamare “amico” chi poi teniamo rinchiuso (magari nei nostri pregiudizi); senza la libertà, non ci può essere socialità e nemmeno gioia di vivere.
Chi non accetta tutto questo, e continua a considerare gli altri solo dei nemici, non vive bene; se ne sta solo, immusonito, e nega di volere anche lui quello che tutti vogliono: un amico.
Non è difficile diventare amici, anche quando si parlano lingue differenti: è sufficiente fare qualcosa insieme, per esempio cantare e ballare.
L’importante è che si scelga l’amico non per il colore della pelle o la condizione sociale o l’aspetto fsico, ma per l’affetto e la lealtà che sa offrire; allora sì che ci si sente il cuore in pace!
Attenti, però: per farsi amici veri, non bisogna brontolare sempre e pretendere di avere ragione anche quando si ha torto.
Insomma, bisogna farsi sensibili nel trattare gli altri e aperti nell’ospitalità.
Ecco quindi un gioco banale proprio sull’accoglienza: in treno, in aereo o con la nave ovunque nel mondo c’è gente che si sposta per necessità e tutti quelli che partono devono essere bene accolti all’arrivo.
Aquilino
Michele Teatin
Marco Padovani
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