Gli schemi proposti nei materiali possono essere di supporto durante lo svolgimento delle attività poiché "dispensano" la memoria di lavoro dell'alunno/alunna mentre la svolge. Capita spesso, infatti, che constatiamo una performance al di sotto delle nostre aspettative per un argomento che magari consideriamo più che consolidato. Questo accade non perché l'alunno/a abbia "dimenticato tutto", ma perché il compito richiede una serie di step da tener presente mentre lo si svolge. Questo causa un sovraccarico che provoca la temporanea "perdita" di alcune conoscenze o abilità utili alla risoluzione del compito. Questo da cosa dipende? Da tanti fattori, a partire dagli stili cognitivi di ciascuno, oltre che ad alcune condizioni (es: DSA). Da questo ne conviene che ogni bambino/a va accompagnato nel proprio personale percorso di apprendimento, che non deve necessariamente combaciare con quello di qualcun altro. Avere uno schema o qualsiasi genere di prospetto visivo, almeno nelle fasi iniziali di acquisizione di un nuovo sapere/argomento, può essere un valido modo per dare all'alunno/a la possibilità di essere rispettato nei suoi tempi, dunque, di sentirsi compreso e motivato.
Lo schema può, inoltre, risultare un valido strumento per "ripetere" un argomento dopo che lo si è tralasciato (per forza di cose), nonché per "agganciare" un nuovo argomento a quello precedente (Ausubel).
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