ADHD e iperfocalizzazione

d57ff574-45a2-4152-88eb-196f89ffb5fc.pngCiao a tutti/e! Oggi vorrei parlarvi di un fenomeno meno conosciuto ma molto interessante legato all'ADHD: l'iperfocalizzazione.

Se pensiamo all'ADHD, ci viene subito in mente la difficoltà di mantenere l'attenzione, l'iperattività e l'impulsività, giusto?

Ma c'è un aspetto che spesso sorprende molti genitori e insegnanti: la capacità di concentrazione estrema, quasi ossessiva, su attività specifiche, ed è quella che chiamiamo iperfocalizzazione.

Vi è mai capitato di vedere vostro figlio o un vostro alunno, immerso in un'attività a tal punto da non accorgersi di ciò che gli succede intorno? Magari sta giocando ad un videogioco, leggendo un libro che ama o costruendo qualcosa con i lego. E' come se il mondo esterno sparisse e tutta la sua attenzione fosse canalizzata su quella singola cosa.

Trovo che tale capacità sia molto affascinante ma può anche essere fonte di difficoltà.

Infatti l'iperfocalizzazione rappresenta il rovescio della medaglia dell'ADHD. Se da un lato i bambini faticano a mantenere l'attenzione su compiti che non li interessano, dall'altra possono entrare in uno stato di concentrazione così profondo che diventa difficile distrarli, anche per fare qualcosa di importante come cenare o andare a dormire.

Il noto psichiatra Edward Hallowell, conosciuto negli Stati Uniti per aver pubblicato numerosi libri sull'ADHD, sostiene che: "L'hyperfocus si attiva quando fai qualcosa che è davvero importante per te", ed è anche "quando operi al meglio delle tue possibilità". L'ADHD, sostiene Hallowell, non è un deficit di attenzione, ma "un'abbondanza di attenzione, il problema è regolarla. Le persone con ADHD possono prestare una super-attenzione ma se non sono interessati, la loro mente va da un'altra parte".

Grazie al lavoro dello psicologo e ricercatore Russell Barkley sappiamo che le persone con ADHD, più che essere realmente incapaci a prestare attenzione in senso generico, hanno difficoltà a esercitare il controllo sulla loro attenzione, ossia nell'autoregolazione. Esercitare il controllo vuol quindi dire saper spostare l'attenzione da un'attività all'altra.

Ma come possiamo gestire questa situazione? E soprattutto come possiamo utilizzarla a loro vantaggio?

1. Utilizzare l'interesse come motivazione: scoprire cosa appassiona davvero il bambino. Se si riescono a collegare gli argomenti di studio o le attività quotidiane ai suoi interessi, sarà più facile mantenere il focus e la motivazione alta.

2. Pianificare pause regolari: quando notiamo che il bambino entra in uno stato di iperfocalizzazione, ricorriamo a timer o segnali visivi per ricordargli di fare una pausa. Le pause regolari aiutano a spezzare questa intensità e ad evitare la stanchezza o la frustrazione.

3. Insegnare l'autoregolazione: aiutiamolo a riconoscere quando sta entrando in uno stato di iperfocalizzazione e a capire che non sempre è possibile continuare all'infinito. Insegnamogli a gestire il tempo, magari utilizzando un'agenda visiva o una checklist che gli ricordi le attività da svolgere durante la giornata.

Non si tratta solo di un "problema" da gestire ma può diventare una risorsa preziosa se impariamo a conoscerla e a sfruttarla nel modo giusto. Può portare a risultati eccezionali in ambiti che richiedono dedizione e attenzione ai dettagli. Questa caratteristica permette loro di eccellere in settori come la ricerca scientifica, l’arte, la programmazione e qualsiasi attività che necessiti di un’attenzione particolare e continua.


Ogni bambino è unico e l'ADHD non è solo una sfida, ma anche un modo speciale e diverso di vedere il mondo.



Tag: ADHD, supporto, genitori, insegnanti, pedagogia, EDUCAZIONE

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