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Ecco un riassunto dettagliato e strutturato delle principali tematiche affrontate nel documento:
La psicomotricità funzionale viene definita come un procedimento globale e pluridisciplinare che considera gli sforzi di aggiustamento motorio del soggetto per risolvere problemi legati a specifiche situazioni. Si basa sull'attività del Sistema Nervoso Centrale (SNC) ed opera su tre quadri funzionali: Biologico, Neurologico e Funzionale.
Le tre funzioni psicomotorie principali che si sviluppano cronologicamente sono:
Funzione di Veglia: Si manifesta dal secondo mese di vita e coincide con la capacità di prestare attenzione e con l'oscillazione del tono muscolare di base.
Funzione di Aggiustamento (o Integrazione Sensoriale): È all'origine delle risposte motorie personali del soggetto, sia dal punto di vista prassico che espressivo, e si basa sulla plasticità del SNC.
Funzione di Percezione: Rappresenta la rielaborazione personale, a livello corticale, delle informazioni ricevute ed è legata alla rappresentazione mentale. Coinvolge il campo esterocettivo (spazio-temporale) e quello propriocettivo (informazioni dal proprio corpo).
Lo sviluppo del bambino progredisce in modo continuo in base alla maturazione del SNC ed è composto da diverse componenti interconnesse: motoria, cognitiva, affettiva, linguistica e sociale. Gli elementi chiave includono:
Strutturazione Spazio-Temporale: Deriva dalla conoscenza del sé corporeo e dall'analisi dell'ambiente (concetti topologici e nozioni temporali).
Lateralità: Legata alla dominanza emisferica (emisfero sinistro per il linguaggio e motricità volontaria, emisfero destro per emotività e spazio) e al sistema crociato.
Equilibrio: Si divide in statico (lavoro degli apparati vestibolari e informazioni sensoriali) e dinamico (regolato dai muscoli antigravitari).
Controllo del Tono Muscolare: Fondamentale per la postura e strettamente legato agli stati emotivi e comportamentali.
Coordinazione Senso-Motoria: Risposta motoria volontaria a uno stimolo sensoriale che può riguardare gli arti superiori (oculo-manuale), inferiori (oculo-podalica) o il corpo in toto.
Schema Corporeo: Rappresentazione interna del proprio corpo che evolve in tre tappe: corpo vissuto (0-3 anni), corpo percepito (3-6 anni) e corpo rappresentato (6-14 anni).
Il comportamento motorio si modifica con l'evoluzione delle sinapsi in senso cranio-caudale e prossimale-distale. Il documento analizza le tappe da 0 a 11 anni per le aree motoria, del linguaggio, affettivo-relazionale e cognitiva.
Un focus specifico è dedicato al gattonamento (solitamente dai 9-10 mesi):
Allena il bambino alla coordinazione e all'acquisizione degli schemi crociati (sincronia tra braccio e gamba opposta).
Aumenta la coordinazione occhio-mano, la propriocezione e la fiducia in se stessi.
Il mancato gattonamento o la sua alterazione neurologica/ambientale sono stati collegati a possibili future interferenze nello sviluppo, cattiva coordinazione, dislessia e disturbi dell'apprendimento.
Capacità motorie: Si dividono in condizionali (prerequisiti strutturali legati a fattori energetici e metabolici) e coordinative (prerequisiti funzionali legati all'organizzazione del SNC). Le coordinative si articolano in semplici (corpo libero, controllo del movimento) e complesse (richiedono equilibrio dinamico e forza, es. ritmo, reazione).
Prassia: Processo mentale per programmare ed eseguire intenzionalmente un atto motorio in modo preciso e rapido. Si distinguono prassie motorie, dell'abbigliamento, ideative, costruttive e posturali.
Gnosia: Interiorizzazione percettiva stabile a livello conscio (es. sapere fare, comprensione dello schema corporeo e dello spazio).
Fanno riferimento a deficit motori lievi che causano incoordinazione o goffaggine, ma che possono risultare invalidanti nel quotidiano. Diventano clinicamente certi dopo i 3 anni e includono:
Aprassia: Incapacità qualitativa e coordinativa di eseguire movimenti intenzionali o usare oggetti a livello cinetico, ideomotorio, ideativo, costruttivo, dell'abbigliamento o della marcia, spesso legata a danni organici o immaturità del corpo calloso.
Disprassia: Disturbo dello sviluppo coordinativo e della capacità di automatizzare i gesti quotidiani e scolastici, legata a inefficienza nella trasmissione dei neuroni motori. Può assumere diverse forme (ideomotoria, segmentale, posturale, visuo-motoria, ideativa, linguistica, di integrazione sensoriale).
Maldestrezza: Imperfezione dei movimenti coordinativi che coinvolge entrambi gli emilati e perturba lo schema corporeo; si associa spesso a dislateralità e disgrafia.
Goffaggine: Incertezza prassica legata a una mancata regolazione del tono muscolare.
Instabilità Psicomotoria: Quadro contraddistinto da ipercinesia, impulsività e disattenzione in bambini senza ritardi intellettivi, con sbilanciamento della motricità a scapito dell'attività percettiva.
Il documento cita anche altri disordini come l'atassia (mancanza di coordinazione muscolare legata al cervelletto o a problemi periferici), la distonia (contrazioni involontarie prolungate)e l'emiplegia (paralisi di un lato del corpo).
La consultazione neuropsicomotoria, operata da figure professionali come lo Psicomotricista o il TNPEE (Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva), prevede un colloquio iniziale, una valutazione psicomotoria (osservazione del gioco spontaneo, del comportamento in situazione e l'esame psicomotorio vero e proprio diviso per fasce d'età) e un colloquio restitutivo.
La terapia neuropsicomotoria si basa su un progetto mirato e individualizzato:
Utilizza il movimento e l'ambiente per agire sulle funzioni cognitive, affettive e motorie.
Mira a migliorare i processi adattivi e a far costruire al bambino strategie autonome per superare il deficit nella vita quotidiana.
Integra il contenimento dei disturbi comportamentali ed emotivi (spesso usati come meccanismi di difesa o derivanti dalla frustrazione) con il potenziamento prassico e motorio.
Il documento si conclude illustrando il caso clinico di Tommaso (4 anni, affetto da Disturbo di Sviluppo della Coordinazione Motoria): viene descritto l'iter valutativo che ha evidenziato cadute esecutive/ideative e iperattività, seguito da un intervento integrato di 20 sedute che ha permesso stabilità comportamentale, incremento dei tempi di attenzione e significativi miglioramenti nelle competenze prassiche, simboliche e grafiche, con il coinvolgimento attivo della madre per generalizzare gli schemi acquisiti.
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