Sviluppare competenze negli alunni risulta ancora una operazione complessa che richiede la messa in atto di procedure e attività didattiche specifiche e persino diverse da quelle tradizionali, utlizzate per far acquisire agli alunni conoscenze e abilità.
Un elemento cardine per lo sviluppo e nello stesso tempo per la valutazione delle competenze risulta essere il ricorso a Compiti di realtà che, secondo le Linee-guida allegate alla nota ministeriale n. 312 del 9/01/2018, si identificano nella richiesta rivolta allo studente di risolvere una situazione problematica, complessa e nuova, quanto più possibile vicina al mondo reale, utilizzando conoscenze e abilità già acquisite e trasferendo procedure e condotte cognitive in contesti e ambiti di riferimento moderatamente diversi da quelli resi familiari dalla pratica didattica.
È evidente che i compiti di realtà sono prove, richieste per la valutazione delle competenze da cui poi discende la loro certificazione. A ben riflettere, però, essi sono nello stesso tempo, come qualsiasi altra prova di valutazione, strumento di acquisizione e di sviluppo di competenze.
Per questi motivi abbiamo inserito nel Mio Quaderno per l’approfondimento competente un buon numero di compiti di realtà che possono essere utilizzati concretamente dagli insegnanti e rappresentano, nello stesso tempo, esempi per costruirne altri autonomamente.
Abbiamo inserito anche le prove che servono per la Verifica degli apprendimenti che sono indispensabili all’acquisizione di competenze. Per questo motivo i compiti di realtà proposti sono preceduti da verifiche propedeutiche alla loro risoluzione ipotizzando un percorso graduale Verso le competenze.
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